In poche parole:
Il Concilio Vaticano II è o non è stato in continuità con la Tradizione? La risposta del Magistero di Papa Benedetto XVI con il grande teologo e filosofo e teologo domenicano Cavalcoli.

Dello stesso autore:
• Karl Rahner
• L'inferno esiste
• La liberazione della libertà
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• Parole chiare
• Progresso nella continuità
• Siate Santi!

Giovanni Cavalcoli
Progresso nella continuità
La questione del Concilio Vaticano II e del post-concilio
Editore: Fede & Cultura
Pagine: 224
Collana Saggistica n. 46
ISBN: 978-88-6409-105-1
Data di pubblicazione: Ottobre 2011



Descrizione:
È nota la chiave ermeneutica proposta da Benedetto XVI per la retta interpretazione del Concilio Vaticano II: "Continuità nella riforma o nel progresso", contro l'interpretazione che vede nelle nuove dottrine del Concilio un adeguamento alla modernità, tale da smentire la dottrina cattolica precedentemente insegnata dal Magistero della Chiesa. Questa tesi della "rottura" appare una logica e normale risposta alla tendenza neomodernista e relativista che nega l'immutabilità della verità e sostiene la veritas filia temporis. Per questa corrente la verità è nel presente e negando quella del passato, che a sua volta sarà negata da quella del futuro. Dalla parte opposta abbiamo i lefebvriani, i quali, seppure consapevoli dell'immutabilità della verità di fede, non riescono a vedere nelle dottrine del Concilio una conferma ed uno sviluppo omogeneo della Tradizione, senza alcuna smentita o contraddizione. Non capiscono che la Chiesa dev'essere moderna, benché non modernista. Una distinzione da tenere presente è quella tra l'aspetto pastorale e l'aspetto dottrinale degli insegnamenti del Concilio. Mentre per quanto riguarda la dottrina si dà un'evoluzione omogenea, in quanto migliore conoscenza del dato rivelato, per quanto riguarda la pastorale esistono opportune e doverose "rotture" col passato e forse anche qualche sbaglio da correggere. Mentre il Magistero è infallibile nella dottrina, non lo è nella pastorale. Dimostrare però la tesi della continuità non è cosa facile, anche perché il linguaggio del Concilio a volte è impreciso e si presta all'equivoco. Attorno dunque a questa questione della continuità ferve la discussione anche tra gli esperti, per il fatto evidente a tutti del carattere fortemente innovativo delle dottrine conciliari. Questo libro tenta modestamente di dimostrare la detta continuità, senza misconoscere la novità, mediante un confronto di testi del Magistero del Concilio con alcuni testi del pre-concilio attorno ai "punti caldi" della discussione.

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