L'Autrice volge lo sguardo all'Italia per decantarne, con linguaggio raffinato,la straordinaria bellezza paesaggistica e architettonica, quasi a cercare una compensazione all'inquietudine dei nostri tempi, in una sempre ottimistica visione cristiana della storia della salvezza.
Descrizione:
dalla PREFAZIONE DI DAVIDE RONDONI
Il “sì” che suona qui
Che libro è questo? Un diario, un rito, un mantra?
È un viaggio o un sogno?
Un lungo grido d’amore che si perde nel bianco del giorno? O una mappa segreta da riconoscere come un cieco nella notte?
Che cosa succede qui? Un libro di istruzioni? O una strana guida turistica?
O forse tutto questo e qualcos’altro ancora…
Il paese “dove il sì suona” diviene una musica che suona in queste pagine.
Che cosa avviene al lettore che si mette a seguire Gabriella Salerno Aletta Torod in questo volo nel paese “dove il sì suona” secondo l’indicazione di Dante? Una folla di nomi, di luoghi, di indicazioni, di notizie.
È un viaggio, un libro controcorrente.
In una poesia e in una cultura dove spesso suona il “no” di un nichilismo facile e immobile, ecco invece il viaggio, l’adesione ai luoghi, alle storie, al farsi e disfarsi e rinascere di una serie impressionante di incontri.
Il sì che suona diviene non più solo notazione linguistica. Dante lo sapeva. Dire che questo è il paese del “sì” significa anche dire che in questo paese esiste un affermarsi della vita. Un sì del vitale.
Lo hanno detto i mille e mille viaggiatori muniti di taccuino o di cavalletto che hanno visitato l’Italia e lasciato memorie. Questo è un posto dove la vita si afferma. Pur nei suoi quasi mortali caos, nei suoi infiniti inferni, nei suoi oscuri languori. Il posto del sì, nonostante ogni disordine. Come se la cartografia di questo paese, nelle sue invisibili radici spirituali e culturali – quelle che fanno la cartografia evidente della Salerno Aletta Torod – fosse disegnata su una grande positività, a dispetto o, meglio, comprendendo tutta l’oscura, inquieta, e spesso marcia e orrida negatività che agita l’Italia e i suoi tesori, esposti o celati.
Io non so come ha fatto, quale touring interiore o bussola o navigatore satellitare o stellare l’ha guidata per tutti questi luoghi [...]


